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Stella Jean ospite a Talking IED !

10 apr
Stella Jean SS 2013.

Stella Jean SS 2013

Domani, 11 aprile, la stilista Stella Jean sarà ospite del ciclo di incontri “Talking IED” dedicati al mondo della moda a Roma.

Stella Jean ha vinto l’edizione del concorso di Vogue per giovani stilisti “Who’s on the next” nel 2011 e da allora ha avuto visibilità e grande apprezzamento a livello nazionale e internazionale. Durante l’incontro la stilista di origine italo-haitiana racconterà  il suo percorso creativo e risponderà alle domande della platea. Insomma, un’occasione da non perdere.

L’appuntamento con Stella Jean è allo IED di Testaccio, sede via G. Branca 122 alle ore 18:30. Ma consiglio di arrivare prima altrimenti si rischia di restare in piedi!

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Stella Jean SS 2013

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Stella Jean SS 2013

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Stella Jean SS 2013

H&M Conscious Collection Exclusive

4 apr
H&M Conscious Collection Exclusive

H&M Conscious Collection Exclusive

Seta, tulle, gros-grain. Tutto riciclato, tutto “conscious” e a prezzi contenuti. H&M propone un’altra collezione party in pezzi limitati e realizzati con tessuti riciclati. Colori tenui, modelli eleganti e primaverili e soprattutto un metodo di produzione che promette d’essere amico dell’ambiente. Sfortunatamente la collezione non è disponibile in Italia ma le maggiori fashion hunters tra di voi non faticheranno a reperirla online. Buona caccia!

H&M Conscious Collection Exclusive

H&M Conscious Collection Exclusive

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H&M Conscious Collection Exclusive

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H&M Conscious Collection Exclusive

Conscious Exclusive 2013

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H&M Conscious Collection Exclusive

In sales we trust

5 gen

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Oggi iniziano ufficialmente i saldi. Dico ufficialmente perché chi, come me, avrà buttato un occhio nelle vetrine, in questi giorni, avrà visto che i saldi in realtà sono cominciati già, e vengono camuffati con inviti (disperati) sulle porte dei negozi come “hai dalle 30 alle 50 buone ragioni per entrare”. Radio, telegiornali e “anse” riportano dati catastrofici elaborati dalle associazioni dei consumatori che sottolineano come solo un italiano su due si concederà acquisti in occasione dei saldi e di come ci sarà una diminuzione delle vendite anche rispetto all’anno scorso. Tutto vero. Ma resta il fatto che oggi iniziano i saldi.

Le persone li aspettano come il Natale. Anche se non c’è nulla di cui si ha realmente bisogno, comprare a metà prezzo è una vitamina per l’umore. I saldi sono una tradizione, un appuntamento: non si compra per settimane e settimane perché bisogna aspettare i saldi. E quando arrivano, per favore, l’ennesimo servizio al telegiornale sul calo dei consumi, ecco, lo si eviterebbe volentieri. Sì, la crisi c’è, e chi lo nega, però, sai, quel cappotto oggi costa meno.

In Chanel we trust. Mai sottolineare la sferzata che dà all’umore un diverso taglio di capelli, un vestito nuovo, un paio di scarpe col tacco che fanno sentire più alte. La moda, lo stile, è cultura non è solo consumismo. Oggi potete osare: con un po’ di fortuna potete acquistare un capo particolare che non potreste permettervi a prezzo normale. Alcuni sostengono che i saldi siano solo l’illusione di fare affari ma che poi si finisce per comprare cose che senza l’euforia compulsiva del ribasso non avremo nemmeno guardato. Proprio per questo ci vuole testa nel comprare a saldo.

Dovete sapere quello che volete comprare prima di uscire di casa. Stabilite un budget e rispettatelo. Non aspettate troppo: prima andate in un negozio e maggiore sarà l’offerta di taglie. Il fidanzato non portatelo con voi: raramente gli uomini hanno la stessa resistenza fisica delle ragazze. Potranno anche aver fatto il servizio militare e potrebbero combattere guerre, ma i saldi, no, quelli non li reggono. Per quelli ci vuole una donna.

La mela stregata? L’ha fatta Chopard per Harrods

22 nov

Disney by Chopard

Ha scelto le principesse Disney, Chopard, per la collezione di Natale 2012 di Harrods: la prestigiosa maison ha provato a “immaginare” quali gioielli indosserebbero Biancaneve, Belle, Cenerentola, Rapunzel, la Bella addormentata ed altre principesse dell’immaginario Disney. E li ha realizzati con estro e colore.

Caroline Scheufele, direttore artistico di Chopard, ha sottolineato come i personaggi Disney abbiano cominciato a “influenzare” la maison già da molto tempo prima di questa collaborazione natalizia, realizzata in esclusiva per i celeberrimi grandi magazzini londinesi Harrods. Collane d’oro che ricordano i lunghi capelli della bionda Rapunzel, orecchini di topazio trasparente che strizzano un occhio alle scarpette di cristallo della sbadata Cenerella oppure pendenti con gli uccellini che cantavano nel bosco con Aurora. Non manca niente. Se dovessi scegliere, però, non avrei dubbi: l’anello con la mela stregata di Biancaneve è un piccolo capolavoro di ironia e gioielleria. E viene quasi voglia di dargli un morso.

Disney by Chopard

Disney by Chopard

Disney by Chopard

Disney by Chopard

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Disney by Chopard

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Disney by Chopard

Lavoro all’asta: lo stage è di chi può permettersi l’offerta

17 nov

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A costo di avere uno stage nel curriculum, si sa, si è disposti anche a lavorare gratis. Ma c’è persino chi, pur di entrare in un’azienda famosa, in settori competitivi, come la moda, è disposto a pagare, facendo un’offerta all’asta.

Due settimane fa sono stati battuti sul sito d’aste di beneficenza Charity Buzz cinque stage in grandi case di moda, tra cui ce n’era anche una italiana: Missoni, che ha aperto le porte della sua struttura newyorkese a un fortunato studente per un tirocinio di un mese. Gli stage, non retribuiti, sono stati venduti a colpi di offerte a tre zeri. Nel mese di ottobre, invece, è stato il settore marketing di Dior Beauty ad aprire un’asta (ed un sito apposito) per mettere in vendita uno stage mensile nella maison, battuto per 4.900 dollari. Per farsi le ossa sul campo non servono più solo studio e merito: è diventata anche una questione di soldi.

Non era la prima volta che uno stage viene messo all’asta. Negli ultimi anni, infatti, è cresciuta la tendenza – tra chi se lo può permettere – di “acquistare” tirocini ed esperienze lavorative in contesti aziendali prestigiosi, battuti al miglior offerente a scopo benefico. E i brand italiani non si tirano indietro.

La moda e l’editoria sono i settori che attraggono di più. Prima di Missoni, infatti, era stata già Donatella Versace a offrire nel maggio 2010 uno stage al miglior offerente: il fortunato si vide catapultare per ben sei mesi nell’ufficio Versace di New York. Ovviamente dopo averne pagato il prezzo, con un’offerta a tre zeri. Come rimborso spese, una maglia autografata, una bottiglia di profumo e la possibilità di assistere ai fashion show Versace di stagione. Meno cari i designer inglesi: una settimana negli uffici londinesi di Anya Hindmarch è costata “solo” 2.600 sterline.

L’editoria è un altro settore ambito. Nel 2007 la rivista maschile GQ, edita da Condé Nast, in occasione del suo cinquantesimo anniversario ha pensato di mettere all’asta su Ebay uno stage nel settore marketing di 40 ore (nel periodo estivo): ha ricevuto 85 offerte, delle quali l’ha spuntata un aspirante stagista che ha messo sul banco 30.200 dollari. Restando in casa Condé Nast, l’idea è poi piaciuta anche alla direttrice di Vogue America, il “diavolo” Anna Wintour, la quale nell’aprile 2010 ha messo all’asta, sempre a scopo benefico, una settimana di lavoro nella sua redazione. Sette giorni di internship nella rivista patinata sono andati via per 42.500 dollari. Da Vogue Italia, invece, in quei giorni scrissero che “mai vi chiederemo soldi per entrare qui”: quindi, almeno per la redazione di Milano, il posto non è in vendita.

Nel mondo anglosassone, infine, oltre alle aste online ci sono i balli di gala dove poter far sfoggio della propria filantropia e procacciarsi un’esperienza in aziende altisonanti. Nel febbraio 2011 la stampa inglese raccontava infatti come durante il “Black and White Party”, un gala organizzato dai Tories, cioè dai conservatori di David Cameron, sia stata tenuta un’asta i cui lotti consistevano in ambite posizioni in aziende di ogni genere: dallo stage nel luxury brand di Amanda Wakeley, a due settimane nel Tatler Magazine, senza tralasciare l’opportunità di una settimana negli uffici della banca Arbuthnot Latham. La storia era avvenuta anche l’anno precedente quando, in occasione dell’Oxford Red Dress Ball, nel giugno 2010, erano stati battuti all’asta internship nel dipartimento “public relation” del fashion brand Escada. Torniamo alla moda, dunque, che sembra essere il settore per cui si è maggiormente disposti a sborsare per accaparrarsi quell’esperienza “foot in the door”, cioè che permetta letteralmente di mettere un piede dentro la realtà lavorativa agognata.

 

Maison Martin Margiela for H&M

8 nov

Maison Martin Margiela for H&M

Si prospettano grandi file ma soprattutto una bella “alzataccia” per tutti coloro che aspettavano da quasi un anno l’uscita della collezione che Maison Martin Margiela ha creato per H&M. Finalmente  l’attesa è finita: il 15 novembre, infatti, le capsule donna, uomo e accessori, saranno disponibili in selezionati negozi della catena di fast fashion svedese. Ma, visto lo stile molto ricercato e i prezzi molto bassi, gli adepti di Martin Margiela dovranno svegliarsi molto presto per poter prendere l’ambito braccialetto che le solerti commesse di H&M distribuiranno a partire dalle 7,30 del mattino davanti ai punti vendita, ancora chiusi, ai tanti che si affolleranno per “guadagnare” il pezzo limited edition.

La notizia della collezione era stata data tempo fa, solleticando molte curiosità, soprattutto sulla possibilità di “abbinare” i tagli sartoriali, ricercati e in un certo senso proprio complicati di Martin Margiela a un budget low cost. A giudicare dalla collezione, la missione sembra riuscita. La capsule propone, infatti, il taglio e lo stile iconico della griffe mantenendo prezzi democratici. Sarà difficile che resti sugli scaffali come è successo con gli opulenti bracciali della Dello Russo.

 

Maison Martin Margiela for H&M

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Lady Dior in mostra “As Seen By” in Triennale

22 ott

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Resterà allestita alla Triennale di Milano fino al prossimo 4 novembre la mostra “Lady Dior As Seen By” dedicata alla borsa che Christian Dior ha dedicato nel 1995 alla principessa Diana e che col tempo è diventata un simbolo della maison. La mostra celebra l’iconica borsetta presentando al pubblico una serie di rivisitazioni e interpretazioni artistiche della Lady D: c’è la foto scattata da David Lynch e quella di Jonas Akerlund, c’è un Iggy Pop vestito da donna e una rivisitazione di Peter Lindbergh. La mostra è stata realizzata in collaborazione con l’Accademia di Brera, e alcune opere esposte sono frutto dell’estero di giovanissimi artisti.

Al centro dell’esposizione c’è anche una sorta di piccola “sala cinematografica” dove i visitatori possono godersi gli short movies sulla Lady D che Dior ha girato con la bellissima Marion Cotillard ed anche un angolo hi-tech dove, tramite IPad, ci si può divertire a creare una propria Lady D digitale che vi verrà spedita via email ma che vi farà morire dalla voglia di volerne una vera, in tutte le sue impunture e charms (le bagaholic sono avvertite).

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L’Haute Future Fashion Academy apre a Milano

13 ott

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È stata inaugurata l’11 ottobre con ostriche e caviale la nuova Haute Future Fashion Academy, la scuola di alta moda nel centro di Milano, in via Santa Marta 18, al cospetto del presidente della Camera Nazionale della moda, Mario Boselli, e di numerosi avventori.

L.’Academy intende diventare un punto di riferimento nel panorama della formazione nel settore del lusso e del design, posizionando i propri corsi su una fascia “alta”: un polo per fare ricerca e innovazione, una realtà che possa avviare professionisti in settori squisitamente di alta gamma.

Il party di inaugurazione “Caviar and oysters” ha rispecchiato bene le premesse della nuova Haute Future Fashion Academy. Tappeto rosso, un numero forse eccessivo di fotografi “sguinzagliati” tra gli ospiti per immortalare la serata, una Lamborghini nera brandizzata al centro del cortile tra l’aula magna e le classi, camerieri che entravano e uscivano con vassoi colmi di ostriche e tartine al caviale: non mancava nulla, la scuola del lusso è servita. Ora manca solo il parere degli studenti!

Qui tutte le info su corsi, master e summer school.

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Inside Chanel: il N. 5 si racconta

10 ott

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Chanel racconta la storia del celebre profumo N. 5. E lo fa utilizzando il web: con un video coinvolgente che elenca tutte le ragioni per cui il N. 5 di Mademoiselle Coco è entrato nella storia e continua ancor oggi, dal quel 1921, anno della sua creazione, ad esser indossato e venduto.

Il video (il primo capitolo della raccolta “Inside Chanel”) mostra come “for the first time” Chanel realizza un profumo che diventa come un accessorio di abbigliamento: essenziale e irrinunciabile. Chanel cambia – con un’azione, diremmo noi, di marketing strategico – il modo in cui il profumo è percepito dalle donne. Così il video mostra come la stilista insegua l’idea di un profumo “che sappia di donna” e che le donne debbano indossare “ovunque vogliano essere baciate”.

Si racconta la storia del nome, quel numero diventato icona, che si dice derivi dalla quinta prova di profumo che venne sottoposta a Chanel, e di quella bottiglietta così squadrata e lineare, semplice ed elegante, esattamente come la Piazza Vendôme di Parigi alla quale si ispira. Il N. 5, si sottolinea nel video, “è diventato un’icona del XX secolo”: nel 1959 viene esposto al Moma di New York ed Andy Warhol gli dedica una serie di opere. Molte modelle e attrici famosissime scelgono di prestare i loro volti per pubblicizzare il N. 5 fino ad oggi: per la prima volta nella storia, infatti, la maison francese ha scelto quest’anno un uomo, Brad Pitt (la cui campagna uscirà a breve).

La chiusura del video è ad effetto: “Il N. 5 resiste ai capricci della moda e al passare del tempo, come se Coco Chanel avesse trovato la formula dell’eterna femminilità”. Buona visione.

 

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Inaugurazione Cartier Montenapoleone

6 ott

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Quattro piani a pieni carati: ieri sera è stato inaugurato il nuovo negozio milanese di Cartier, in via Montenapoleone 16, tra maxi schermi che proiettavano le pantere tanto care alla maison e un red carpet pieno di ospiti (da Marta Marzotto di verde vestita fino alla biondissima modella Eva Riccobono).

Da Louis Cartier, che la fondò nel 1847, la casa di preziosi si distingue per le sue collezioni ispirate al mondo animale, per il celebre orologio ‘Santos’ (il primo orologio da polso) e per le sue famose scatole rosse. E infatti ben tre maxi scatole scarlatte ieri sera troneggiavano lungo il tappeto che accoglieva gli invitati e li conduceva alla soglia della nuova ‘casa’ Cartier: un palazzo che fa angolo e che offre il meglio della produzione della pantera.

Appena si entra si rimane abbagliati dai diamanti sfavillanti lavorati nelle varie fogge animalier tipiche di Cartier, come il celebre anello-pantera (che, infatti, è ben in evidenza in una teca isolata). I piani rialzati, dove c’è tutto il resto della produzione, dagli orologi alla pelletteria, sono tutti collegati attraverso un imponente lampadario di murano che si cala dal soffitto fino al piano terra, costituendo la liaison di tutto il negozio e impreziosendo ogni singolo floor con un tocco di trasparente eleganza.

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