I colossi del web si lanciano nella finanza hi-tech

29 Gen
money hi-tech

Money hi-tech

 

Trasferiremo denaro tramite Twitter, decideremo come investire i nostri soldi consultandoci con Google, faremo la spesa e allo scontrino ci penserà Apple. Negli ultimi tempi la tendenza è chiara: le grandi società del web stanno studiando strade per offrire, sulle loro piattaforme, anche servizi di natura finanziaria. Un recente rapporto della società di consulenza PriceWaterHouse Coopers sulla gestione finanziaria ha sottolineato come l’incapacità delle banche e dei gestori di fondi di “stare al passo con il cambiamento tecnologico” creerà l’opportunità per gruppi come Apple, Twitter e Amazon di irrompere in questo mercato. Siti di e-commerce, motori di ricerca e social network hanno gli strumenti per raccogliere dati preziosi sulle nostre vite: non si tratta solo dei nostri “like”. Sistemi di pagamento digitale come PayPal, iTunes e Alipay hanno i numeri delle nostre carte di credito. Utilizzando gli algoritmi e l’enorme quantità di informazioni in loro possesso, potrebbero con facilità ritagliare sui nostri bisogni un prodotto finanziario, un’offerta commerciale, una proposta di investimento. Molto più efficacemente di una banca tradizionale. Spostamenti di denaro di vario tipo sono già possibili nel web. Le perplessità verso queste transazioni, però, non mancano, soprattutto in tema si sicurezza e privacy.

GESTIONE DEL PATRIMONIO: DALLA BANCA AL WEB – Il pioniere proviene dalla Cina. Il colosso dell’e-commerce cinese Alibaba, sito fondato dal visionario Jack Ma, ha lanciato nel 2013 il fondo monetario online Yu’E Bao. Con un tasso di rendimento più conveniente rispetto a quello offerto dagli istituti di credito cinesi, è diventato nel marzo 2014 il fondo cinese con il maggior numero di utenti. Più di 100 milioni di cinesi hanno smesso di tenere i propri risparmi in banca per versarli sulla piattaforma di Alibaba, che in un anno ha raccolto investimenti per 74 miliardi di euro. Il sito di Jack Ma, inoltre, sta creando una nuova banca privata, la Zhwjiang Internet Commerce Bank, dedicata alle piccole e micro imprese. La Commissione cinese di regolazione del settore bancario aveva già dato l’approvazione, nel luglio 2014, per l’apertura di una banca da parte di un sito internet: si tratta di WeBank, la banca controllata da Tencent, gigante del web e rivale di Alibaba.

Negli Usa, anche Google sta valutando di sfruttare il suo potente algoritmo per entrare nel mondo delle gestioni patrimoniali e, stando a quanto rivelato dal Financial Times, si sarebbe rivolto a una società di consulenza finanziaria. In realtà Google è già attivo nella finanza con le due divisioni Google Ventures e Google Capital: la prima gestisce 1,5 miliardi di dollari da investire in start-up tecnologiche. Finora ne ha finanziate 200, tra cui Uber, l’applicazione per il servizio taxi privato. Google Capital, creata nel 2014, si occupa, invece, di gestire imprese hi-tech già sviluppate: un esempio è Lending Club, il sito che negli Usa offre credito online mettendo in relazione investitori e imprese, con un sistema di prestiti peer-to-peer. Il sito – che non è una banca – non presta soldi, ma fa da intermediario tra chi investe e chi ha bisogno di finanziamenti, anche per pagare semplici bollette. Il tasso di credito è inferiore rispetto a quello delle banche, mentre il rendimento per gli investitori è più vantaggioso.

MOBILE COMMERCE: IL TELEFONINO SI FA CARTA DI CREDITO – In principio c’era l’e-commerce. Nel corso di quest’anno PayPal, il diffuso strumento per le comprare e vendere online, ha dovuto affrontare l’emergere di nuove forme di pagamento in rete. La sfida l’ha lanciata Amazon, che nell’estate 2014 ha promosso negli Usa “Amazon Local register”, un sistema che permette di fare acquisti con telefonino o tablet con commissioni molto basse. In Cina, poi, c’è Taobao, una costola del gigante Alibaba che è l’equivalente di eBay: nel 2003 Taobao ha cominciato a utilizzare Alipay, un servizio che garantisce tutte le transazioni del portale. Alipay funziona come una cassaforte: il compratore deposita il denaro e il sistema avverte il venditore che può spedire la merce. Con i suoi 300 milioni di utenti, oggi Alipay è lo strumento di pagamento più usato su internet.

L’evoluzione dell’e-commerce è il mobile commerce, il pagamento tramite telefonino con tecnologia wireless. Sebbene in America si usi già il Google Wallet, la discesa in campo di Apple in questo settore, con il lancio dell’Iphone 6, potrebbe portare a una diffusione molto più ampia di questo tipo di pagamenti. Il sistema che trasforma il telefono in una carta di credito è il Near Field Communication (NFC): funziona semplicemente avvicinando il telefono ai terminali di pagamento dei negozi. La sicurezza – dicono da Apple – è assicurata dal sistema Touch ID, che riconosce le impronte digitali e autorizza la transazione. In Italia il 20% dell’e-commerce è costituito da mobile commerce, che vale, secondo i dati dell’Osservatorio B2c del Politecnico di Milano, 2,6 miliardi di euro, ed è in via di sviluppo. Lo scorso luglio la Società interbancaria per l’automazione ha lanciato il sistema Jiffy, che lega il codice Iban al numero di cellulare e permette di fare bonifici cliccando su una icona che appare vicino al nome del destinatario nella rubrica dello smartphone.

money online

money online

BANCONOTE VIA SOCIAL – Il denaro, poi, si può trasferire anche via chat o tweet. La cinese Wechat ha lanciato nel giugno 2014 un sistema di pagamento tramite la fotocamera del cellulare in grado di leggere i codici QR (l’evoluzione digitale del codice a barre), mentre in ottobre è scesa in campo Twitter che, dopo aver inaugurato il pulsante “compra” per fare acquisti tramite i cinguettii, ha stretto un accordo con la banca francese Bpce avviando in Francia il trasferimento di denaro via tweet. A novembre 2014 è arrivata anche Snapchat, l’applicazione per lo scambio di messaggi veloci che permetterà (solo agli utenti statunitensi) di inviare soldi tramite chat. Facebook sembra essere il grande assente: in realtà anche il social network di Mark Zuckerberg si sta muovendo. Il sito, infatti, ha ottenuto dalla banca centrale irlandese una licenza per diventare una “istituzione monetaria elettronica” e avviare trasferimenti di soldi via smartphone. Nell’ultimo aggiornamento delle condizioni di utilizzo, poi, nel dicembre 2014, Facebook ha comunicato via email il seguente messaggio: “stiamo testando in alcune aree il pulsante Acquista che permette alle persone di acquistare prodotti senza uscire da Facebook. Stiamo inoltre lavorando su nuovi modi per rendere le transazioni ancora più efficaci”.

Se da una parte gli utenti sembrano accogliere bene le novità, dall’altra permangono dubbi in tema di sicurezza. Vari episodi hanno sfatato l’ideale di una rete priva di rischi. I colossi del web, se davvero vogliono conquistare la fiducia degli utenti, dovranno sviluppare sistemi più avanzati per la protezione dei dati. Un primo passo potrebbe essere adottare condizioni d’uso più trasparenti, ma la differenza la farà chi offrirà la garanzia di un utilizzo dei dati veramente privo di “secondi fini”.

Ex carcere di Perugia. La prigione rinasce farfalla

27 Nov
Ex carcere di piazza Partigiani, Perugia

Ex carcere di piazza Partigiani, Perugia

Ho realizzato questo reportage nell’ex carcere di piazza Partigiani, a Perugia, una struttura che sta per tornare a nuova vita. Alcuni dei fondi dedicati alla ripresa di opere ferme, messi a disposizione dal decreto “sblocca Italia”, saranno infatti riservati alla riapertura di questo luogo abbandonato, a pochi passi dal centro storico del capoluogo umbro.

Perugia ha partecipato alla corsa per diventare “capitale europea della cultura 2019”, titolo che poi è andato a Matera. Uno dei progetti a supporto della sua candidatura è stata proprio la riqualificazione dell’ex carcere. C’è stato un concorso universitario per decidere cosa, questa prigione, dovesse diventare. L’ha vinto l’ateneo di Camerino, con un progetto che cancellerà sbarre e celle e le trasformerà in una fabbrica di cultura. Questi spazi, segnati dal peso delle esistenze che da qui sono passate, saranno luoghi dove nasceranno idee e start up. 

Qui un servizio video che ho realizzato con Laura Aguzzi per la Sgrtv, durante una speciale apertura al pubblico dell’ex carcere, trasformato per qualche ora in un luogo di teatro. 

clicca sulle immagini per ingrandire

 

 

Stella Jean ospite a Talking IED !

10 Apr
Stella Jean SS 2013.

Stella Jean SS 2013

Domani, 11 aprile, la stilista Stella Jean sarà ospite del ciclo di incontri “Talking IED” dedicati al mondo della moda a Roma.

Stella Jean ha vinto l’edizione del concorso di Vogue per giovani stilisti “Who’s on the next” nel 2011 e da allora ha avuto visibilità e grande apprezzamento a livello nazionale e internazionale. Durante l’incontro la stilista di origine italo-haitiana racconterà  il suo percorso creativo e risponderà alle domande della platea. Insomma, un’occasione da non perdere.

L’appuntamento con Stella Jean è allo IED di Testaccio, sede via G. Branca 122 alle ore 18:30. Ma consiglio di arrivare prima altrimenti si rischia di restare in piedi!

6a24aa872bbef73c_2_012

Stella Jean SS 2013

9d8385e3f82dd06e_3_192

Stella Jean SS 2013

28da2e0f02a4f93d_6_061

Stella Jean SS 2013

660fd0df6c316e68_12_027

Stella Jean SS 2013

2742dcd054162d10_1_060

Stella Jean SS 2013

1040453dec2fdc58_29_060

Stella Jean SS 2013

a849661407fee86f_4_024

Stella Jean SS 2013

ea019c315aa35d8b_11_189

Stella Jean SS 2013

ff34453df1e3b7ce_5_106

Stella Jean SS 2013

H&M Conscious Collection Exclusive

4 Apr
H&M Conscious Collection Exclusive

H&M Conscious Collection Exclusive

Seta, tulle, gros-grain. Tutto riciclato, tutto “conscious” e a prezzi contenuti. H&M propone un’altra collezione party in pezzi limitati e realizzati con tessuti riciclati. Colori tenui, modelli eleganti e primaverili e soprattutto un metodo di produzione che promette d’essere amico dell’ambiente. Sfortunatamente la collezione non è disponibile in Italia ma le maggiori fashion hunters tra di voi non faticheranno a reperirla online. Buona caccia!

H&M Conscious Collection Exclusive

H&M Conscious Collection Exclusive

hemessence8

H&M Conscious Collection Exclusive

hemessence10

H&M Conscious Collection Exclusive

Conscious Exclusive 2013

H&M Conscious Collection Exclusive

Conscious Exclusive 2013

H&M Conscious Collection Exclusive

hm-conscious-exclusive-collection-2013-black-dress

H&M Conscious Collection Exclusive

hm-conscious-exclusive-collection-2013-dress

H&M Conscious Collection Exclusive

hm-conscious-exclusive-collection-2013-look

H&M Conscious Collection Exclusive

HM-Conscious-Exclusive-Spring-2013-Lookbook-10

H&M Conscious Collection Exclusive

HM-Conscious-Exclusive-Spring-2013-Lookbook-11

H&M Conscious Collection Exclusive

h-m-conscious-partywear1

H&M Conscious Collection Exclusive

Natalie Portman per Dior

21 Feb
10894_471787082875962_1077167239_n

Natalie Portman per Dior

Dopo Marion Cotillard è la volta di Natalie Portman a diventare volto e interprete della maison Dior. L’attrice è infatti stata scelta per fare da testimonial al profumo “Miss Dior” e sarà protagonista di un corto realizzato apposta per Dior con la direzione di Sofia Coppola intitolato “Le vie en rose”. Eccone una preview:

 

47841_471786909542646_993225648_n

Natalie Portman per Dior

295640_471787116209292_54451886_n

Natalie Portman per Dior

525737_471787222875948_936909784_n

Natalie Portman per Dior

Tutto Alberto Sordi al Cinema Trevi

2 Feb
Alberto Sordi

Alberto Sordi

Quindici giorni dedicati ad Albertone. In occasione del decennale della morte di Alberto Sordi il Centro Sperimentale di Cinematografia e il Cinema Trevi di Roma hanno organizzato una rassegna dedicata all’attore dal titolo “Storia di un italiano”. Dal 1 al 16 febbraio, al ritmo di tre al giorno, verranno proiettati i film di Alberto Sordi.

I film in programma per oggi sono: ore 17.00 “La mia signora” (1964), ore 19.00 “Il disco volante” (1964), ore 21.00 “Lo scopone scientifico” (1972). Qui il programma completo.

“Sordi non va visto come attore, ma anche come autore, perché ha inventato un personaggio comico di grande modernità ed ha avuto il coraggio di imporlo. Noi registi non abbiamo fatto altro che prenderlo e approfondirlo un po’… Sordi ci ha messo nelle mani un tipo, vile, ipocrita, conformista, frutto di una intelligenza del costume che è straordinaria. Ha cercato di divertire con questo personaggio e questo è veramente il massimo che un attore può fare… Non era mai successo prima, infatti, che si potesse far ridere il pubblico con delle caratteristiche negative, francamente un po’ abbiette. È in questo che sta il suo sforzo creativo” (Mario Monicelli).

In sales we trust

5 Gen

20130105-012335.jpg

Oggi iniziano ufficialmente i saldi. Dico ufficialmente perché chi, come me, avrà buttato un occhio nelle vetrine, in questi giorni, avrà visto che i saldi in realtà sono cominciati già, e vengono camuffati con inviti (disperati) sulle porte dei negozi come “hai dalle 30 alle 50 buone ragioni per entrare”. Radio, telegiornali e “anse” riportano dati catastrofici elaborati dalle associazioni dei consumatori che sottolineano come solo un italiano su due si concederà acquisti in occasione dei saldi e di come ci sarà una diminuzione delle vendite anche rispetto all’anno scorso. Tutto vero. Ma resta il fatto che oggi iniziano i saldi.

Le persone li aspettano come il Natale. Anche se non c’è nulla di cui si ha realmente bisogno, comprare a metà prezzo è una vitamina per l’umore. I saldi sono una tradizione, un appuntamento: non si compra per settimane e settimane perché bisogna aspettare i saldi. E quando arrivano, per favore, l’ennesimo servizio al telegiornale sul calo dei consumi, ecco, lo si eviterebbe volentieri. Sì, la crisi c’è, e chi lo nega, però, sai, quel cappotto oggi costa meno.

In Chanel we trust. Mai sottolineare la sferzata che dà all’umore un diverso taglio di capelli, un vestito nuovo, un paio di scarpe col tacco che fanno sentire più alte. La moda, lo stile, è cultura non è solo consumismo. Oggi potete osare: con un po’ di fortuna potete acquistare un capo particolare che non potreste permettervi a prezzo normale. Alcuni sostengono che i saldi siano solo l’illusione di fare affari ma che poi si finisce per comprare cose che senza l’euforia compulsiva del ribasso non avremo nemmeno guardato. Proprio per questo ci vuole testa nel comprare a saldo.

Dovete sapere quello che volete comprare prima di uscire di casa. Stabilite un budget e rispettatelo. Non aspettate troppo: prima andate in un negozio e maggiore sarà l’offerta di taglie. Il fidanzato non portatelo con voi: raramente gli uomini hanno la stessa resistenza fisica delle ragazze. Potranno anche aver fatto il servizio militare e potrebbero combattere guerre, ma i saldi, no, quelli non li reggono. Per quelli ci vuole una donna.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 42 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: