Matteo Marzotto: Vionnet, la mia Bella Addormentata

27 Apr
Matteo Marzotto

Matteo Marzotto

Matteo Marzotto quando parla è completamente a suo agio, anche se la platea davanti a lui è gremita: forse perchè ieri, nell’ambito del ciclo di seminari organizzato da Moda Sapienza, le persone in sala erano per la maggior parte studenti anzi studentesse (“devo farvi una foto – ha detto Marzotto sfoderando l’Iphone dalla tasca – altrimenti il mio socio non ci crede che non gli ho risposto perchè stavo parlando davanti a così tante ragazze”). Sempre con molta calma inizia il racconto di quella che, oltre ad essere un’avventura professionale è anche una sfida personale che Marzotto ha raccolto nel 2009 e su cui sta investendo il suo futuro: il rilancio dello storico brand francese Vionnet.

“L’acquisizione è arrivata quasi per caso – ha ammesso – sono sempre stato affascinato da queste ‘Belle Addormentate’ della moda francese, case che hanno un grande passato ma oggi alle orecchie dei giovani dicono poco”. Così Matteo si è fatto “principe” (il ruolo gli calza, c’è da dire) ed ha risvegliato Vionnet facendola crescere in termini di fatturato e prestigio (perchè il mondo vero non è una favola e la moda checchesenedica tanto meno): break even raggiunto nel 2013, un fatturato di 5 milioni di euro nel 2010, oltre 7 milioni nel 2011 e una previsione di 10 milioni per quest’anno.

“Non è stato facile: io e i miei soci avevamo bei nomi e qualche buon contatto ma non così tanti finanziamenti”. Così la prima conferenza stampa di presentazione, nel febbraio 2009, Marzotto la organizza nel salone di casa sua che si riempie di giornalisti: “Me ne aspettavo una trentina, sono arrivati in 91”. Arriva la prima collezione qualche mese dopo, a luglio (“c’era la retrospettiva su Madeleine Vionnet al Louvre, non potevamo farci sfuggire questa occasione di visibilità”) con capi che ripercorrono tutte le invenzioni della stilista scomparsa nel 1975. E sulle invenzioni le virgolette non ci vanno perchè “ha inventato tutto lei, perfino Valentino tempo fa mi ha confidato che tutta la moda d’oggi ha copiato da Vionnet”: l’abito con drappeggio, il taglio sbieco, la schiena scoperta, il modello a tunica, l’abito leggero da giorno “che oggi è il nostro benchmark, quello che vendiamo di più. Ma quando le clienti scoprono che oltre ad essere sexy è anche ben fatto si fidelizzano” puntualizza Marzotto. Il primo monomarca Vionnet è stato inaugurato durante la scorsa fashion week “ma il mio sogno è sbarcare a New York”. Fu proprio nella grande mela, infatti, che Madeleine Vionnet decise di aprire la sua boutique sulla quinta dove vendere, in modo assolutamente avanguardistico per l’epoca (gli anni venti), i cartamodelli brevettati dei suoi abiti. Il sogno americano di Vionnet ieri e oggi. Ce la farà? Se Madonna continua a metterci lo zampino, il successo è assicurato (e meritato).

Matteo Marzotto

Matteo Marzotto

Matteo Marzotto

Matteo Marzotto

Vionnet

Vionnet

Vionnet

Vionnet

Madonna in Vionnet

Madonna in Vionnet

Madonna in Vionnet

Madonna in Vionnet

Madonna in Vionnet

Madonna in Vionnet

Vionnet

Vionnet

Vionnet

Vionnet

Vionnet

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