Severgnini e Ridet e i “Monti viventi” al #ijf12

28 Apr

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Ieri sono arrivata a Perugia per il Festival del Giornalismo e un po’ perché stavo aspettando questo viaggio da secoli e un po’ perché mi sono trovata in un’atmosfera dove per il centro della città giravano solo persone rigorosamente badge-munite, non me la sono sentita di perdere tempo e sono subito andata a sentire Beppe Severgnini a dialogo con Philippe Ridet di “Le Monde”: i due hanno chiacchierato sulle strane assonanze che si sono venute a creare tra il nostro governo tecnico e alcuni famosi film.

Severgnini comincia subito ricordando la battuta del collega che aveva definito i nostri ministri “il governo dei Monti viventi” perché, dice Ridet, “questi professori non li avevamo mai visti all’estero, mai conosciuti, e a un certo punto sono stati buttati in tutte le trasmissioni televisive”. Severgnini ribatte che “effettivamente in un paese di calvizie a tempo occultate vedere questi ministri sembrava di vedere la famiglia Addams. Peró, secondo me, il governo Monti assomiglia a Mary Poppins: portato da un vento cattivo, lo spread, un papà banchiere che fa il cattivo e una baby sitter che risolvere i problemi”. Ma Monti si presta ad altre interpretazioni peró, dice Ridet, come
Nove settimane e mezzo“: non per il sex appeal ma perché “mi sembra che sia il tempo in cui gli italiani e la stampa internazionale hanno avuto una cotta per lui. Però anche quel film in cui il protagonista si sveglia e rivive sempre la stessa giornata gli si addice: alla fine anche Monti per il momento si sveglia e ritrova gli stessi problemi del giorno prima, che non sono stati risolti, penso all’articolo 18”.

Sull’economia Ridet non ha dubbi: “Prendi i soldi e scappa. É il film del rilancio economico perché questo governo é destinato alla brevità”. Come dargli torto. Elsa Fornero é una novella “Iron lady” balzando per entrambi i giornalisti a “personaggio più interessante del governo”. Ma il film più bello arriva solo con il turno di Berlusconi: “La sua vicenda mi fa tanto pensare ad Hachiko – ammette Ridet – immagino Bondi, la Minetti e le olgettine come un cane abbandonato che aspetta alla stazione che il suo padrone ritorni”.

E il futuro? Che film si addice al 2013? “I tre porcellini”
dicono da “Le Monde”. A Severgnini, invece, questo governo “badante” fa pensare alla commedia “Tootsie”. In definitiva, nessuna performance da Oscar. Ma un bel mix di horror e risate.

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